Tornareccio, in breve
Tornareccio (Turnarécce in abruzzese) è un comune italiano di 1 641 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Valsangro. È uno dei trentanove comuni italiani facenti parte dell'Associazione Nazionale delle Città del Miele.
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La zona intorno a Tornareccio, specialmente la zona adiacente al Monte Pallano (in base al rinvenimento di selci), fu abitata sin dal paleolitico (da 18-20 000 anni or sono). Secondo vari studi i popoli che vi si stanziarono sono di origine lucanate (visto che sia tale etnonimo che l'appellativo "lucus" hanno la stessa origine). Presso il monte è tuttora possibile vedere la cittadella fortificata di Pallanum, con mura perimetrali e tre porte di accesso.
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Chiesa parrocchiale di Santa Vittoria Vergine: la chiesa più antica, nel cuore del centro storico. Non si conosce la data di fondazione per l'assenza di documenti, ma prima del 1568, anno di una visita pastorale dell'arcivescovo di Chieti, doveva già esistere. Forse esisteva già dal 1118 quando fu eretto il castello, il culto della santa era stato introdotto dai Benedettini del monastero di Santo Stefano in Lucana. La chiesa attuale è frutto di una ricostruzione operata tra il 1787 e il 1814, per iniziativa del prete don Vincenzo Daniele, mostrando elementi tardo barocchi e neoclassici. Santuario della Madonna del Carmine: è la chiesa più grande, che sorge sopra un crinale posto dinanzi al colle del centro storico.
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Il borgo è uno dei massimi centri abruzzesi ad esportare miele in tutta la regione e in Italia. La storia dell'arrivo del miele a Tornareccio ha inizio nei primi anni del Novecento: Argito Di Vincenzo, negli anni '30 acquisto a Termoli uno sciame d'api che poi rinchiuse in un sacco di liuta per portarlo in paese. L'acquisto serviva per garantire il sostentamento della famiglia, e successivamente la produzione del miele forgiò la prima industria locale dell'Apicoltura Tieri, il cui stabilimento moderno è in via De Gasperi. L'origine dell'azienda dunque sta nel gesto del De Vincenzo nel 1930 di acquistare una cinquantina di arnie, per iniziare la produzione del miele, da affiancare alla produzione agricola.
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