Orsogna, in breve
Orsogna è un comune italiano di 3 580 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Insieme ai comuni di Arielli, Canosa Sannita, Filetto e Poggiofiorito ha fatto parte dell'Unione dei comuni della Marrucina fino al 31 dicembre 2012, quando l'ente associato è stato sciolto. È rinomata per la Festa dei Talami, Quadri biblici viventi, antichissima tradizione che si rinnova ogni anno la mattina del Martedì in Albis (martedì dopo Pasqua) e la sera di Ferragosto. Dagli anni '90 si è sviluppata notevolmente la sua fama per la produzione di olio e vino.
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Nel 1074 Orsonia è proprietà di due feudatari, il sacerdote Adeodato di Pietro e Adamo di Azzo; essi in questo anno donano la chiesa di San Martino (oggi scomparsa) all'eremo benedettino di San Salvatore della Maiella, retto dal priore Ranieri. Anticamente il paese abruzzese era popolato prevalentemente da contadini, ma vi erano anche dei vasari, dato che il terreno circostante all'abitato è argilloso. Questi artigiani lavoravano in grotte sotto la rupe rivestita di calanchi del paese, in posizione favorevole protetta dal freddo invernale. Oggi le grotte degli artigiani sono quasi del tutto abbandonate dal periodo delle due guerre mondiali, ma in molte grotte sono rimasti resti di lavorazione di terracotta.
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La chiesa madre o chiesa di San Nicola. Benché di origini medievali (nel 1097 risulta tra i beni del monastero di San Barbato di Pollutri), la chiesa attuale fu ricostruita totalmente alla fine del XVIII secolo per volere di Gioacchino Murat, poi danneggiata gravemente nei bombardamenti del 1943-44, ma ricostruita seguendo lo stile originale. La parrocchia sorge presso via Roma, nella parte alta di Orsogna, ha un aspetto monumentale, con due cupole gemelle sul tetto, un interno barocco molto ampio (anche se i dipinti delle volte e dell'abside risalgono quasi tutti al dopoguerra), a navata unica, e un massiccio campanile all'abruzzese, ossia con una lanterna sulla sommità cuspidata della torre.
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Il quadro della "Figlia di Iorio". Il quadro fu dipinto da Francesco Paolo Michetti. Il quadro vinse il primo premio alla Biennale di Venezia del 1895. Secondo alcuni studiosi il quadro fu dipinto nello studio dell'artista a Francavilla e non ad Orsogna come sostengono molti altri. Per il personaggio di Mila di Codra, protagonista femminile dell'omonima opera di Gabriele D'Annunzio, posò, come modella, l'allora diciannovenne Giuditta Saraceni, mentre, per Aligi, il protagonista maschile della stessa opera dannunziana, posò un contadino, forse della zona. Fu fondata nel 1797 come "rinomata Banda Rossa", così denominata per le giubbe rosse delle uniformi, diretta dal Maestro Raffaele Di Sipio, allievo di Cesare De Santis, professore del Santa Cecilia di Roma.
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Ad Orsogna si producono pasta alla chitarra, le pallotte cacio e ova (in dialetto locale "pallotte casce e ove"), la focaccia di farina di mais con la verdura (in dialetto locale "pizz' e ffuje"), la focaccia col granturco (In dialetto locale "pizz' di randigne", le lumache col sugo (in dialetto locale "ciammaiche al sugo") al "cif e ciaf" fatto con il guanciale di maiale a pezzetti, crispelle di patate, la pupa di Pasqua in pasta di mandorle (dolce pasquale tipico locale a forma di bambola), ciambelle fritte senza buco (in dialetto locale "li ciaunelle"), i taralli natalizi e le pizzelle.
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Orsogna ancora oggi incentra la sua economia sull'agricoltura, e anche sul turismo. Di recente si è specializzata nell'industrializzazione della produzione vinicola, con le cantine sociali situate sulla strada statale Marrucina (o via Ortonese) la Cooperativa Olearia Vinicola, poi la Cantina Orsogna posta accanto, e la Cerretano.
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