Lama dei Peligni, in breve
Lama dei Peligni è un comune italiano di 997 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa anche parte della Comunità montana Aventino-Medio Sangro e il territorio comunale è compreso nel Parco nazionale della Maiella. Il paese, noto ai naturalisti come il paese dei camosci, si trova in un'area florofaunistica di particolare interesse.
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Il territorio fu abitato sin dall'epoca preistorica, come testimoniato ampiamente da una serie di pitture rupestri rinvenute nelle grotte della zona e dai resti di un villaggio d'epoca neolitica. In Contrada Fonterossi, proprio nelle vicinanze del sito neolitico, fu rinvenuto, agli inizi del XX secolo, il cosiddetto uomo della Maiella, resto umano di una sepoltura preistorica risalente al 7000-5000 a.C. . In età romana, la zona fu abitata dalla tribù italica dei Carecini, di derivazione sannita, distribuita nei centri abitati principali di Cluviae e Juvanum. Il periodo del Medioevo si caratterizzò per la presenza di eremi, presso cui dimorarono asceti e santi;
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Chiesa parrocchiale di Gesù Bambino o dei Santi Nicola e Clemente. La chiesa parrocchiale, originariamente intitolata ai Santi Nicola e Clemente, è stata intitolata nel corso del 2015 a Gesù Bambino, con decreto dell'arcivescovo Bruno Forte. È sita in piazza Umberto I, dinanzi al municipio. L'edificio originario risale al XVI secolo. Un'epigrafe sul campanile attesta che la chiesa è avvenuta nel 1589 nel Settecento sono state aggiunte due finestre sulla facciata per avere più luce. Il portico, sito sul lato destro, è novecentesco. La facciata è rettangolare. Un timpano sovrasta il portale, mentre un rosone è ornato da alcune testine di angeli. Il portico è a sei campate con arco a tutto sesto. Il campanile è a tre livelli scanditi all'esterno da cornice marcapiano.
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Presso il palazzo Verlengia in piazza Umberto I si trova la biblioteca comunale, dedicata al filologo e abruzzesista Francesco Verlengia, direttore anche della biblioteca provinciale di Chieti. La biblioteca contiene molti suoi manoscritti originali. Il paese è confinante con il paese di Taranta Peligna che fu scelto da Gabriele D'Annunzio, assieme alla Grotta del Cavallone, (incidente nella Valle di Taranta) come scenario della sua tragedia La figlia di Iorio. Il paese nella storia è abitato da pastori, tra i quali vi è la famiglia di Lazaro, proveniente da Roio del Sangro, che abita in una casa al di là del fiume Aventino, che sta per festeggiare il matrimonio del giovane Aligi, figlio del capofamiglia, con una popolana locale.
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Situato a 669 metri di altitudine, il paese sorge tra il fiume Aventino e le falde meridionali del massiccio della Maiella. Per collegare le due sponde del fiume furon costruiti diversi ponti, ormai crollati, ma l'unico ad essere ancora intatto viene chiamato Ponte di ferro, descritto da assi di legno, provenienti dagli usi costruzionali delle rotaie, poste sovra uno scheletro in ferro. Vario si presenta l'ambiente di Lama dei Peligni: si va dalla zona a minor altitudine in cui prevalgono vasti querceti passando per le ripide balze rocciose abitate tra l'altro da scoiattoli, caprioli e cinghiali, sino ai territori pianeggianti posti in alta quota in cui vegetano ad esempio le stelle alpine appenniniche.
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