Fara Filiorum Petri, in breve
Fara Filiorum Petri (La Farë in dialetto locale) è un comune italiano di 1 980 abitanti della provincia di Chieti, nella regione Abruzzo. È disteso in pianura, al centro della Val di Foro, con il centro storico situato a ridosso di un piccolo e isolato colle circondato da tre fiumi: il Foro, la Vesola Sant'Angelo e la Vesola San Martino. Il toponimo di origine longobarda, che significa "terra dei figli di Pietro", colloca la fondazione del comune al periodo della dominazione di tale popolazione germanica, tra il VI secolo e l'VIII secolo. Il comune appartiene all'Unione dei comuni della Vallata del Foro.
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La particolare posizione arroccata del centro del paese fa intuire la sua antica origine, risalente al periodo altomedievale. Furono i longobardi a fondare il primo nucleo, scegliendo la zona in base ai classici fattori quali posizione facilmente difendibile, nonché vicinanza di un corso d'acqua. Il nucleo, da accampamento, grazie alla posizione favorevole, divenne sede di artigiani, coltivatori e pastori. Intorno all'anno 1000 l'influenza dei monaci benedettini del monastero di Montecassino incominciò a farsi sentire e, tramite la vicina abbazia di San Liberatore a Maiella, i monaci benedettini avevano su Fara potere temporale e spirituale.
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Situata nel quartiere Madonna del ponte, questa chiesa è stata costruita nel 1634. La facciata è in stile neoclassico con quattro paraste doriche che la suddividono in tre parti. Il portale centrale è sormontato da un timpano curvo, mentre i laterali da timpani triangolari. Al suo interno vi è un affresco del XV secolo raffigurante una Madonna con Bambino. Fu particolarmente frequentata dopo il miracolo avvenuto al vescovo di Lanciano. È dedicata alla Madonna, il ponte a cui si riferisce è situato poco vicino alla chiesa. È situata appena fuori dal centro storico, lungo la via che conduceva ai mulini. È una chiesa non molto grande e a pianta rettangolare. All'interno si trovano degli affreschi di Francesconi di Rapino realizzati nella prima metà del XX secolo.
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Fara ha sempre avuto una lunga tradizione di strutture scolastiche e di eccellenza nell'insegnamento, a testimonianza di ciò la sede della direzione didattica è nei confini comunali, nella frazione Forma, dietro l'ufficio postale, e a essa fanno capo numerose scuole del circondario; inoltre dato l'ampio sviluppo delle strutture didattiche faresi, numerosi comuni limitrofi hanno deciso di chiudere le proprie strutture per far confluire negli istituti di Fara gli studenti, contribuendo all'ulteriore sviluppo del plesso farese.
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Lo sviluppo economico di Fara Filiorum Petri è favorito dalla vicinanza dei corsi d'acqua, dal territorio pianeggiante e dalla presenza di buone vie di comunicazione locali, e di collegamento con Chieti e Pescara (la SS81 Piceno Aprutina). È inoltre posta in posizione centrale rispetto ai centri minori di Rapino, Pretoro, Roccamontepiano, Casacanditella, San Martino sulla Marrucina e Vacri. Molto sviluppata l'agricoltura; si segnalano vigneti e uliveti, nonché le classiche colture mediterranee quali pomodori, patate e soprattutto cipolle, di cui Fara Filiorum Petri ha una lunghissima tradizione di coltura, tanto da essere definita "Fara cipollara" dagli abitanti dei paesi limitrofi.
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Fara Filiorum Petri è situata alle porte del Parco Nazionale della Maiella, circondata da colline e campagne coltivate. Il comune è posto ai piedi della Maiella, una delle montagne più alte dell'appennino. L'altitudine del centro storico è di 227 m (ma si toccano i 438 m nella frazione Colli e i 135 m nella frazione Piane, per un'escursione altimetrica di 303 m). Il paese è solcato da tre fiumi: il fiume Foro, nascente a Pretoro, la Vesola Sant'Angelo, nascente da Roccamontepiano, che finisce con l'affluire nel fiume Foro presso la frazione Giardino; e la Vesola San Martino, nascente da Guardiagrele, che finisce con l'affluire nel fiume Foro nella frazione Giardino.
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