Colledimacine, in breve
Colledimacine (Còlle de Màcene in abruzzese) è un comune italiano di 146 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo facente parte dell'unione dei comuni montani Maiella orientale-Verde Aventino.
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Le prime notizie storiche certe sono da ricercare nei registri angioini del 1269, quando il paese fu feudo delle famiglie Galgano, Oderisio e Bifero. In seguito il paese passò, nell'ordine, ai Biondo, ai Cantelmo, a Tiberio d'Ugno di Guardiagrele, conte di Acquaviva e Vallefredda, e ai Barbolani, i quali trasformarono il castello in palazzo residenziale, mantenendo originario il portale del XVI secolo. Nel XVIII secolo Colledimacine fu dominio della signoria di Domenico Trasmondi di Sulmona. Durante il secondo conflitto mondiale il paese si ritrovò a ridosso della linea Gustav, subendo vari danni nei combattimenti avvenuti fra la fine del 1943 e l'inizio del 1944.
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Ex chiesa di San Rocco: è sita in piazza Barbolani di fronte al palazzo che dà il nome al piazzale. Attualmente la chiesa è residenza dell'arciprete. Pare avere aperture e portali di origine medievale. Le pareti sono in pietra calcarea smussata mentre i cantonali sono in conci di pietra. Il portale in pietra lavorata e i resti delle monofore siti sull'originaria facciata della chiesa attestano che l'abitato sia abitato già dall'epoca medievale. Mancano fonti che provano la data precisa dell'edificazione dell'edificio, tuttavia un'iscrizione sulla sua torre contiene una dedica del 1874, con testuali parole: Chiesa di San Nicola di Bari: è sita a ridosso del Palazzo Barbolani. Varie ipotesi fanno presupporre che l'edificio sia stato costruito nel XVIII secolo.
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