San Buono, in breve
San Buono (Sant Bune o Sandə Búonə in abruzzese) è un comune italiano di 832 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo.
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Il territorio sul quale sorge San Buono fu abitato dalle popolazioni italiche sin dal IX-VIII secolo a.C., in piena età del ferro, come accertato dagli scavi eseguiti nel 1986 in località Fonte San Nicola, lungo le pendici nord-orientali del monte Sorbo, al confine con il comune di Carpineto Sinello, che hanno riportato alla luce la presenza di un vero e proprio santuario frentano e vari reperti di quell'epoca. Un secondo santuario era presente inoltre tra le località di Pantano e Vusco, dove è stato recuperato un ulteriore cimelio.
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Chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire Sita in piazza Giuseppe Amicarelli, risale al XII secolo ed è stata ultimata in tutte le sue varie trasformazioni nel 1960. La chiesa ha pianta a croce latina e facciata in stile romanico, con all'interno un'unica navata in stile neoclassico. L'interno dell'edificio è ornato da vari dipinti e decorazioni, tra cui gli stucchi novecenteschi nelle volte realizzati dal pittore Gabriele Fagnani e gli affreschi nel tiburio eseguiti dall'artista Fernando Palmerio. Ulteriori opere di quest'ultimo si trovano anche nella cripta, che custodisce il corpo del martire san Buono, patrono del paese che porta il suo nome.
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Biblioteche Il paese dispone della relativa biblioteca comunale. Scuole Tre scuole statali dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado sono presenti in paese, dislocate in due edifici adiacenti; fuori dal centro abitato vi sono altri due edifici scolastici, non più in funzione. L'unico teatro presente è quello comunale, di modeste dimensioni, adibito all'interno dell'ex chiesa dei santi Filippo e Giacomo. La cucina sambuonese è semplice e fa uso di prodotti della tradizione agricola.
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La cucina sambuonese è semplice e fa uso di prodotti della tradizione agricola. Tra primi e secondi piatti, vi sono le sagne a pezzate, condite con i semplici ingredienti della pasta al pomodoro, le sagne e fasciule, i maccheroni alla chitarra col sugo di carne, la pizza gialla farcita con le rape, e le frascatille, piccole polpette fatte con farina, aglio e peperoncino. I salumi sono vari e includono in particolare la ventricina, la soppressata, il salsicciotto frentano e la salsiccia di carne e fegato. I piatti vengono spesso accompagnati da prodotti propri del settore primario locale, come l'olio d'oliva o aromatizzato al limone, il vino o il mosto cotto, e il miele, utilizzato per condire dolciumi, pane e formaggi.
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Fino alla prima metà del XX secolo la popolazione locale era quasi interamente dedita all'agricoltura, ragion per cui quasi tutti i terreni circostanti l'abitato erano coltivati, e dal raccolto si ricavavano cereali, olive, patate, uva e prodotti ortofrutticoli; veniva parimenti praticato l'allevamento ovino e bovino. Data la presenza nel territorio di giacimenti di argilla, gesso e selenite, sono sparse nelle contrade Macchie e Maranna delle fornaci a pozzo chiamate "pincere", utilizzate fino al 1945 nell'industria laterizia locale per produrre coppi e mattoni per il settore edile.
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